Carattere: 

carattere Medio Carattere Grande Carattere Grande



Comune di Crosia (CS) » Conosci la città » Chiese e Monumenti

Albo Pretorio Online

PEC

Numeri Utili

Amministrazione Trasparente

Centrale Unica di Committenza

Fatturazione Elettronica

Modulistica Online

Sportello Unico per le Attività Produttive

Con tale link si assolve all’obbligo di pubblicazione della nuova modulistica edilizia unificata e standardizzata

VIVO AL MASSIMO

Pubblicazioni di Matrimonio

Il Sindaco Informa

Segnalazione Bandi

APP i Crosia

Seguici su Facebook

Autocertificazioni Online

Cambio di Residenza

Calcolo IUC

Consiglio Comunale Online

Galleria Fotografica

Servizio Civile

Tributi e Tariffe

Statistiche

Ufficio Relazioni con il Pubblico

  

AREA RISERVATA

Accesso alla Posta Istituzionale

Accesso alla PEC

Ultima Ora - ANSA.it

News
SPORTELLO BANDI POR CALABRIA
Lo sportello informativo Bandi POR Calabria, ubicato al secondo piano presso la sede del Comune di Crosia,  è aperto tutti i giovedì dalle 15:30 alle 18:00

Chiese e Monumenti

Castello Feudale di Mirto

Mirto Castello

 Il Castello di Mirto, fatto edificare dal Barone Giovan Michele Mandatoriccio (Rossano 1570 1° Barone di Crosia) all'inizio del 1600 su una preesistenza Normanna, non è altro che una stupenda "Masseria" costruita sull'altura della frazione di Mirto centro dell'immenso feudo.

Le motivazioni che hanno portato il Mandatoriccio ad edificare, se pur in diverse fasi, tutte quelle strutture, sono da ricercare nelle esigenze del grosso feudo le cui attività erano prevalentemente agricole. La vastità dei territori impiantati ad uliveti, determinava una produzione d'olio di centinaia di quintali gran parte del quale veniva esportato ed ecco la necessità di impiantare le strutture per lo stoccaggio oltre al frantoio per la molitura delle olive. La produzione massiccia di cereali e la loro commercializzazione impose la costruzione di enormi magazzini non solo sotto il palazzo baronale di Crosia ed a Calopezzati, ma soprattutto a Mirto, che era il cuore delle attività.Tutto ciò, e, la mania delle cose in grande, che era caratteristica del barone, fece nascere attorno alla vecchia torre: la dimora padronale ancora oggi visibile; l'abitazione del fattore; le case per il personale di servizio e per gli operai salariati; le rimesse e le stalle; i magazzini ed un grande locale dove trovavano posto i lavoratori stagionali. Venne costruita anche la sala degli "ordini" dove venivano impartiti dal fattore appunto gli ordini per il giorno successivo. Le necessità crescevano con l'ingrandirsi del feudo e sorgevano nuove costruzioni attorno alla corte, finché la struttura assunse le dimensioni e l'aspetto attuale, pur rimanendo interessante, non può essere definita Castello: fu eretta per essere masseria e tale rimase. 

L'imponente struttura oltre ad essere stato il cuore del vastissimo feudo di Crosia del quale faceva  parte CalopezzatiCalovetoCampanaMandatoriccioBocchigliero e Pietrapaola, fu teatro dei tragici fatti della "restaurazione borbonica" del 1799. Nei pressi della "Cibbia"del giardino è ancora visibile il muro del martirio degli antiborbonici.



Il Càsino della Vota

 

VOTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Simile nella struttura, al castello di Mirto, il "càsino" 'a vota, antica masseria autosufficiente delle famiglie gentilizie di Crosia, era un'ottima residenza invernale, come attesta il nome, che significa "località riparata". Vi si lavoravano principalmente le olive, come attesta la presenza 
di trappeti (frantoi oleari) su pietra che, malgrado lo stato di completo abbandono in cui si trova tutta la struttura, si sono conservati nel tempo.

 

Anche 'a vota disponeva di una chiesa, essa, al contrario di quella del castello di Mirto, era annessa all'ala padronale separata da quella dei "dipendenti". 

 


PARROCCHIA  “DIVINO  CUORE  DI  GESU” – MIRTO – CROSIA (CS)

CHIESA DEL SACRO CUORE

  

Era il 10 aprile 1960, Domenica delle Palme, quando Mons. Giovanni Rizzo, Arcivescovo di Rossano, benediceva la nuova Chiesa parrocchiale, sorta in una frazione del Comune di Crosia ,in via di veloce espansione , Mirto. Il presule aveva voluto per Mirto, intuendo i tempi nuovi dello spopolamento delle zone montane e lo sviluppo del litorale ionico una Chiesa bella , spaziosa, adeguata ai nuovi criteri architettonici del tempo. Gli abitanti del luogo, anche i più illuminati si chiedevano : “Perché una Chiesa così grande ?”. Mons. Rizzo, secondo i racconti di qualche antico abitante del luogo, riportati dal Parroco emerito Mons. Pietro De Simone, per 44 lunghi anni pastore della Comunità mirtese, rispose  - e il tempo gli diede ragione - :  “Mirto si ingrandirà e questa Chiesa sarà adeguata alle sue necessità !”.

 Ma dobbiamo andare indietro nel tempo per capire la storia di questa Chiesa e di questa Comunità, che anticamente si ritrovava a celebrare la Messa e le altre funzioni liturgiche nell’antica chiesetta del “Castello” di Mirto, dedicata all’apostolo S. Bartolomeo,  una grossa masseria con residenza padronale degli allora proprietari i Conti Mangoni di Napoli. Ora quella Chiesa, di proprietà privata,  è diruta e l’incuria umana e il tempo la stanno del tutto distruggendo ! Fu proprio Mons. Rizzo a erigere canonicamente questa Chiesa in Parrocchia con decreto arcivescovile del  26 maggio 1949, poi riconosciuta civilmente nel 1950. C’è da ricordare che nel pomeriggio dell’ 8 novembre 1949 Mons. Rizzo poneva la prima pietra della erigenda nuova Parrocchia. Come leggiamo sul Bollettino ecclesiastico del tempo (agosto-novembre 1949) parteciparono alla manifestazione numerosi fedeli della zona, insieme ai donatori del suolo i Conti Mangoni   e ai componenti del Comitato per la nuova Chiesa. Presenti anche diversi sacerdoti provenienti da Rossano e dalla zona pastorale di Longobucco. L’Arcivescovo ringraziando tutti i presenti e soprattutto i benefattori e gli altri volenterosi, che si adoperarono per il sorgere della Chiesa, consegnava una sua personale offerta di L. 50.000.

Intanto passarono diversi anni per vedere la realizzazione della nuova Chiesa, oltre dieci anni per arrivare al 1960 ! La Messa festiva o  altre celebrazioni venivano svolte nell’antica chiesetta del Castello da vari sacerdoti, tra cui è bene ricordare Don Fedele Gabriele di Calopezzati, mentre più tardi, nel 1952,  primo Parroco fu nominato Don Alfonso Cosentino, in quel momento V. Rettore del Convitto Arcivescovile di Rossano e, dopo di lui, seguirono diversi altri sacerdoti,  che si alternavano nella cura della nuova Parrocchia. Sono da ricordare anche i benemeriti Padri Giuseppini del Murialdo, che operavano a Rossano e tra questi in particolare P. Agostino Tirelli (“P. Lappa”), a cui a Mirto è stata dedicata una strada e P. Pasquale De Troia, i quali cominciarono a celebrare la Messa in un locale più centrale messo a disposizione, nei pressi della piazza di Mirto, poco distante dalla stazione ferroviaria. Il primo “P. Lappa”, così chiamato per la sua altezza, è ricordato dagli abitanti del tempo per il suo spirito missionario e la sua grande bontà. Egli si presentava con il suo simpatico motociclo “il galletto”, percorrendo le strade di campagna sterrate del tempo.

 I lavori della Chiesa iniziarono nel 1957 e furono portati avanti dall’impresa C.E.D.I.L. di Roma con soddisfacente celerità , mentre precedentemente nel 1954 la Contessa Piria Litteria in Mangoni aveva formalizzato  la donazione del terreno (1800 mq. in contrada Mirto) all’Arcivescovo del tempo. Essi  previdero la costruzione non solo della Chiesa, ma anche della Canonica e delle altre opere di ministero pastorale, finanziati anche con i contributi dell’ Opera “Valorizzazione della Sila”, previsti per il Centro Servizio di Mirto. C’ è anche da ricordare che il progetto originario della Chiesa fu opera dell’ Ing. Antonio Federico di Rossano e poi ridimensionato alle attuali proporzioni dall’ Arch. Franco Domestico di Catanzaro. Lo stesso campanile, previsto nel progetto originario, fu poi escluso per motivi di ordine economico.  E finalmente il 10 aprile del 1960, come apprendiamo ancora dal Bollettino ecclesiastico del tempo (Rivista ecclesiastica, giugno 1960),  Mons. Rizzo benediceva la campana e la Chiesa, consacrando l’altare maggiore,  i vasi sacri e celebrando la Messa vespertina. Numerosi i presenti e in particolare gli abitanti del luogo, che espressero all’ Arcivescovo la loro gratitudine, offrendo anche arredi e oggetti di culto, necessari per la nuova Chiesa. Mons. Rizzo prendendo la parola dopo il Vangelo, da parte sua, leggiamo nella rivista : “Ha ringraziato il Signore per il dono fatto alla zona rilevando l’importanza del Tempio nella vita spirituale dei fedeli. Esprimeva gratitudine a quanti contribuirono e collaborarono per un’opera veramente grandiosa che costituirà il punto di inizio per la nuova Mirto”. A questa bellissima ed entusiasmante manifestazione presero parte non solo il Sindaco del tempo Dott. Francesco Santoro con i membri del Consiglio comunale, ma anche le Associazioni di Azione cattolica, le Pie Unioni della Poa-Onarmo, i rappresentanti del Capitolo Cattedrale di Rossano e diversi Parroci della zona pastorale, nonché P. Pasquale De Troia già ricordato.

  La cura della nuova parrocchia vide succedersi negli anni successivi altri sacerdoti nelle persone di Don Placido Nicotra e Don Gaetano Conti, originari della Sicilia, fino al novembre 1966, quando  fu nominato Parroco Don Pietro De Simone, in quel momento parroco di S. Domenico in Longobucco.

Proprio nello stesso anno giungevano a Mirto le Suore dell’ Assunzione, una congregazione di origine francese,  guidate da Madre Rosa Dominica Bozano, le quali durante i ventisei anni di presenza “missionaria” a Mirto hanno lasciato un ricordo indelebile per il loro impegno profuso nel campo religioso, sociale e culturale. Molto la nuova Mirto deve all’impegno di queste religiose che insieme a Don Pietro hanno dato vita a tante iniziative ed attività  pastorali, tra cui sono da ricordare la cura particolare per il gruppo dei ministranti sempre numerosi ed entusiasti e il rilancio dell’ Azione cattolica nei diversi settori degli adulti, dei giovani e dei ragazzi. Queste religiose benemerite e sempre ricordate lasciarono la Comunità di Mirto nel gennaio 1993, mentre solo nel settembre 1994 subentrarono altre religiose le Adoratrici del Sangue di Cristo che anche attualmente operano con impegno e generosità nel campo catechistico, giovanile  e nella Caritas.

 Per quanto riguarda il canto Sacro e la musica si deve fare cenno all’azione instancabile del Prof. Giuseppe Carrisi, preceduto negli anni ’60 da suo padre M° Giacomo Carrisi, che favorendo la formazione di un affiatata Schola Cantorum ha rappresentato una meravigliosa stagione nel canto liturgico non solo parrocchiale, riconosciuta anche a livello nazionale con la pubblicazione presso le Paoline del famoso album “Il settimo giorno”. Anche al Prof. Carrisi si deve la riuscita e lunga serie dei Minifestival, organizzati con il contributo fattivo dell’ Azione Cattolica e delle Suore  per molti anni e che  hanno visto la partecipazione di tantissimi bambini e ragazzi di Mirto e dell’intera zona.

 Inoltre non si può dimenticare negli anni ’70 e ’80 l’apporto dato dai giovani della F.U.C.I e dell’ Azione  cattolica della Diocesi di Bologna, i quali accompagnati dai loro assistenti e sacerdoti durante l’estate, in sintonia con la Parrocchia e le Suore hanno dato un fattivo contributo alla formazione delle persone e delle famiglie, anche attraverso le messe dislocate che venivano celebrate nelle campagne e al mare. Memorabili i campi Scuola in Sila, presso la casa del “Buon Pastore”, iniziati e animati anche a livello diocesano, grazie alla loro guida. Sacerdoti come Don Aldo Calanchi, Don Giulio Malaguti , Don  Paolino Serrazanetti ed altri sono rimasti nel cuore di tanti mirtesi.

  Nei suoi oltre quarant’anni di guida pastorale a Mirto,  Mons. De Simone ha assistito allo sviluppo sociale, culturale ed economico di Mirto, che da una piccola frazione è diventata una  cittadina, facente parte del Comune di Crosia, dove sono confluiti migliaia di persone e tantissime famiglie, provenienti dall’entroterra e in specie da Longobucco, Bocchigliero ed altri paesi limitrofi. Infatti nel 1986 si avvertì l’esigenza di erigere un’altra Parrocchia nella zona sottoferrovia, decanato sottano a Mirto, e venne istituita la Parrocchia S. Giovanni Battista da parte dell’ Arcivescovo  Mons. Serafino Sprovieri. Della Parrocchia che fu benedetta l’undici dicembre 1988 fu primo Parroco Don Giuseppe De Simone.

Don Pietro in questi lunghi anni di parrocato non solo si è impegnato per completare e rifinire la Chiesa in tutte le sue parti, ma l’ha arricchita di preziosi mosaici e vetrate istoriate, ristrutturandola completamente,  rendendola più accogliente e liturgicamente più adeguata. Sono da ricordare le  realizzazioni degli ultimi dieci anni , consistenti nella cantoria interna e nel portico esterno, nonché il rifacimento integrale della pavimentazione della Chiesa,  sulla base dei progetti predisposti dell’Ing. Francesco Rizzo di Mirto. Inoltre il suo impegno è stato profuso nel campo  civile e culturale, promuovendo ad esempio l’istituzione dell’ Istituto professionale per il commercio e tante altre iniziative nel campo religioso, che hanno fatto di Mirto una della realtà leader del territorio.

L’evento del cinquantesimo è stato ricordato, anche se con  alcuni mesi di  ritardo, in occasione dei Festeggiamenti patronali del S. Cuore di Gesù , nella serata del 5 agosto 2010. Il Comitato del S. Cuore, che in questi lunghi anni ha dato vita a festeggiamenti civili molto partecipati ed attesi,  insieme all’ Amministrazione comunale, presieduta dal Sindaco Prof. Gerardo Aiello e all’Amministrazione provinciale, rappresentata dal Dr. Giovanni Forciniti, hanno organizzato la serata, allietandola con un Concerto di fiati della Provincia di Cosenza. Nel ricordo dell’evento è stato salutato e ringraziato ufficialmente Mons. Pietro De Simone, che ha lasciato la cura pastorale della Parrocchia per raggiunti limiti d’età, a lui sono succeduti come Parroci in solido,  a cominciare da giorno11 agosto 2010 Don Umberto Pirillo e Don Giuseppe De Simone. Questo cinquantenario di storia della Comunità parrocchiale del “Divino Cuore di Gesù” di Mirto si è concluso con un’ altra significativa manifestazione che ha previsto,  in occasione della Visita pastorale dell’attuale Arcivescovo Mons. Santo Marcianò,  svoltasi nei primi giorni del mese di dicembre 2010, la predisposizione -  per iniziativa delle locali Poste e Telecomunicazioni nonchè dell’ Amministrazione comunale,  in sintonia con la Direzione Didattica statale di Mirto e con la stessa Parrocchia  -  di un apposito annullo filatelico che ricorda e tramanda  ai posteri l’importante evento giubilare! Infine giorno 5 dicembre è stata diffusa la cartolina, appositamente preparata per l’annullo filatelico, che riporta il simpatico disegno di una bambina di Mirto, appartenente alla Parrocchia del Divino Cuore di Gesù,  Maria Elena De Vincenti (5° elementare A – Scuola primaria Via dell’ Arte), che ha vinto il concorso indetto nelle Scuole della cittadina.

Questa la sintesi di una lunga storia che ha cinquant’anni, a cominciare dalla data della benedizione della Chiesa parrocchiale, avvenuta per l’appunto nel 1960, ma ancora più lunga come storia di Parrocchia se si considera che fu eretta canonicamente come ente parrocchiale nel 1949. Per tutto quello che è stato : Deo gratias ! Per tutto quello che sarà : Fiat ! 

 

Mirto, 31 dicembre 2010                                                                                                                              Don  Giuseppe De Simone   

Comune di Crosia
P.IVA 01722020789
Tel. 0983 485016 - Fax 0983 485033
Viale Sant'Andrea - 87060 Crosia (CS)

I cookie aiutano a fornire servizi di qualità. Navigando su questo sito accetti il loro utilizzo.     Informazioni

HTML 4.01 Valid CSS
Pagina caricata in : 2.304 secondi
Powered by Asmenet Calabria